Cronofonie d’asfalto
Tra le afasie criptate
Non c’è voce
Per chi evoca le esequie del suo nome.

Dalla brace
Della sua consumazione
Filtrerebbe appena,
un incavo chiarore,
nel vociare
d’arzigoogolati incontri.

C’è chi invoca
Dell’esatto consolare a rendere
L’incanto e la cauzione;
ma io cerco l’equinozio e non la stella:
causazione dell’incauto dono,
dolore malinteso
solitario indirizzo di silenzio.

Nell’equivoco di un’ora che non passa
Da chiamare
Come attendere
Di un tempo che si volti.