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L'occhio vuole la sua parte


L'occhio vuole la sua parte. E' un organo raffinato, il più solitario ed elitario dei sensi. Odia la fisicità, il contatto. Si spalanca di fronte a un bambino morto che sembra dormire e si serra di fronte al corpo di un altro fatto a pezzi. Ma non condannatelo per questo. Il linguaggio delle immagini è totalmente diverso dal linguaggio verbale. A parlare è talvolta la postura del corpo, un elemento fuori contesto, magari un dettaglio, un colore. Un'immagine inquieta, provoca, evoca e un'altra no, e questo spesso ha nulla o poco a che fare con il suo contenuto. E tanto meno con la sua "violenza" esplicita. Un'immagine cruda può contribuire a "informare" ma non è affatto detto che "colpisca" l'immaginario: la foto più famosa della guerra in Vietnam non è certo la più cruenta delle foto scattate all'epoca, seppure sia un'immagine terribilmente brutale. Ciò che suscita immediato orrore produce rigetto e, alla fine, forse, anestetizza. Ciò che inquieta porta lo sguardo a indugiare. E così alla fine la commozione, anche lei, sembra un po' snob: se il dolore altrui l'assale si ritrae spaventata; ma se qualcosa le fa immaginare quella sofferenza verrà lei a cercarlo. Instancabile, inconsolabile.

Che poi la domanda vera che nessuno, tantomeno l'ateo, si pone è:  "L'io esiste?"
Dignità. L'unica cosa che si compra per dimostrarne l'inesistenza.
Curioso che per avere "tatto" devi saper percepire il limite senza toccarlo, cioè senza urtare l'altro.
Ricordo ancora lo stupore, la paura e la curiosità che mi assalì quando, all'asilo, mi dissero che saremmo andati a vedere una mostra. Che, non avendomelo spiegato, per me era ovviamente la moglie del mostro.
Lo starnuto epistemologico della psicoanalisi
Quando ci lasceranno certe persone saranno le tombe a rivoltarsi

Ad hominem

Il paradosso nella nozione di "dialogo" è che quelli che lo invocano spesso non hanno niente da dire e cercano solo un bersaglio su cui sfogare le proprie frustrazioni. Il peggio è che non se ne accorgono nemmeno. E chi se ne allontana perché annoiato dal loro monologo viene così facilmente accusato di rifiutare il confronto. E' un capolavoro di equilibrismo: se accetti di parlare di contenuti, perdi perché l'altro ripetererà all'infinito le stesse cose e non verrà scalfito dai tuoi argomenti che continuerà ad ignorare; se rifiuti di parlare, perdi perché "non vuoi ascoltare". Alla fine, l'unico argomento che restituirebbe dignità all'interlocutore sarebbe quello che, dicendo la verità, gli nega il dialogo di cui abusa: non parlo con te perché non sopporto come tratti le parole.
La verità è sempre gentile. Anche quando taglia come un rasoio non lo fa per ferire ma per guarire.

categorie

Alla categoria dei Fancazzisti andrebbero aggiunte quella dei Fancazzari (dediti ad attività immaginarie che verranno loro utili quando dovranno giustificare la propria nullafacenza) e quella dei Fancazzoni (che disertano regolarmente i propri impegni dedicandosi seriamente ad attività inutili e stupide). credo di rientrare pienamente in quest'ultima...
I ribelli senza causa sono, per lo più, ribelli senza effetto.

Gioghi di parole

I miei contributi alla pagina facebook di Ivan Talarico Gioghi di parole


L'alano invisibile di Adam Smith

Sequestro un uomo

Sessant'enne:NNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNN
   
Qualcuno era khomeinista
    
Se il cameriere ti offende porgi l'altra mancia
       
Ultimo Orango a Parigi

Love story tra malati di alzheimer: L'amore ai tempi del "com'era?"

Considerava tutti gli altri mobilifici malvagi: era manikea

La sindone di Stoccolma (Cristo si è fermato a Goteborg)
   
I sogni son cimiteri di ferinità
   
L'igiene egoista
 
Cadeau dalle nuvole

La natura protesta contro l'uomo: il dissenso idrogeologico
  
Che te sposi se siete fratelli? (commedia musicale sull'incesto)

Borneo in the USA

Il mestiere di legarmi (autobiografia di Houdini)
       
Stalinisti siciliani: trinacriciuti
       
Ama il porfido tuo come te stesso   

La dichiarazione dei rettili
       
Criptato: sepolto in un luogo introvabile 

Poesia ecologica giapponese: fotovolthaiku

Non ho l'État (Luigi XVI)
       
Piccoli roditori sognanti: utopini
       
Scommettere sui cavilli

Oh capitale, mio capitale!
       
Gli eroici sudori
       
Proprietari di tutto il mondo usciteli! (slogan contro la detenzione prolungata dei cani elaborato da un pubblicitario di Messina)
       
Saranno fumosi (contest per scrittori post-moderni)
       
La Scoria siamo noi
       
Dei diletti e delle cene
       
La nona sintonia di Beethoven. Ma non era la radio a funzionare male...
       
Chi mi ama mi esegua (Lo spartito)
       
Il lupo perde il peto dall'orifizio
       
Scagliando s'impana (cuochi acrobatici)
       
Lo stragismo di Venere
       
In erezione ostentata con Daria
       
Il caro istinto
       
Nulla di nuovo sul fronte occipitale
       
L'importanza di chiavarsi Ernesto
       
Trasformare le favole rassicuranti che ci raccontiamo da bambini per proteggerci dalla complessità e dalla cattiveria del mondo in spassionate cronache del possibile.
Il disegno divino: unisci i puntini dall'1 a ∞
Ci siamo seduti dalla parte del morto, perché tutti gli altri posti erano occupati.
un refuso interessante: ipoteizzare.

Al di là del piacere del principio
La notizia è stata data da tutti i mezzi di uniformazione
La liberazione umana senza liberazione animale è vuota. La liberazione animale senza la liberazione umana è cieca.
La musica è la prosecuzione del silenzio con altri mezzi