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Sogno #7



















Vado a vedere uno spettacolo di D. Scopro che si tiene in un salotto in forma privata. Ci vengono recapitati due vecchissimi televisori a manopole che disponiamo nel salotto, uno su un divano, l'altro (il mio) su un mobile. Riusciamo a far trasmettere ai due televisori dei filmati, così D. decide di usarli come oggetti di scena, facendoli proiettare vecchie puntate dell'Uomo tigre. Suggerisco che dal mio potremmo far proiettare qualcosa di analogo ma non in forma di cartone animato, bensì di film e propongo un Rocky di S. Stallone (stranamente dico: "sopratutto il IV che è il mio preferito", cosa per nulla vera...). D. non è convinto e insiste con la sua idea. Quando si tratta di andare in scena mi rendo conto che il mio televisore ha dei problemi con l'audio, non riesco ad abbassarlo a zero, nonostante ci mettiamo tutti a smanettare le manopole, ad aprirlo per disattivare il volume.

Sogno #6



Ero in un supermercato con P., giravamo tra gli scaffali in cerca di cibo per un pranzo o una cena. Passavo in rassegna i surgelati ma sapevo che se avessi suggerito di prendere qualcosa di surgelato P. mi avrebbe sconsigliato, dicendo che si trattava di prodotti industriali che oramai erano sostanziosi quanto l'acqua. Cercavo anche prodotti alternativi alla carne ma senza grandi speranze, visto che si trattava di un supermercato di un piccolo centro. A un certo punto incontravamo sua sorella assieme ad un altro uomo. In quel momento sento della musica, ma non si trattava della tipica musica da supermercato sparata dagli altoparlanti...lì c'era un tipo in carne ed ossa che suonava una chitarra acustica dal vivo. Riconoscevo dagli accordi e dal refrain che stava suonando Titanic di De Gregori ma senza cantarne le parole, con le quali iniziavo invece a cimentarmi io, sbagliandone parecchie. Ad esempio ricordo che cantavo "Sembra quasi che il gatto che abbiamo nel cuore/ quasi quasi si vada a squagliare", al che la sorella di P. mi corregge facendomi notare che avrei dovuto cantare "ghiaccio" e non "gatto".

Sogno #5




Ho sognato che dovevo raggiungere degli amici per vedere un film (forse C. e F. incontrati infatti la sera prima). Arrivavo in ritardo ma riuscivo a vedere la fine, era un film anni '60, stile Fahrenheit, molto colorato. Un uomo, biondo finto (quasi ocra), con una giacca gialla e i capelli laccati e rigati da una parte, diceva: "noi comunisti dobbiamo renderci più rassicuranti alla gente, ad esempio aumentando l'esercito", dopo di che si vedevano sullo schermo aumentare i carri armati e i soldati alle sue spalle. Continuava elencando tutta una serie di misure che a me sembravano terribili e pensavo: "dice che lo fa per 'rassicurare' la gente ma in realtà sta solamente difendendo il suo ruolo nell'establishment capitalista e la burocratizzazione dell'apparato". Intanto il film è diventato uno spettacolo teatrale, mi trovo in un grande teatro. Noto che alla destra del palco è entrato un bambino, anche lui biondo-castano chiaro (colore vero), nudo e vestito con un saio da povero francescano. In effetti, sembra una versione infantile di S. Francesco. Ha in mano un peluche che non riesco a ricordare se è un lupo o un agnello. Si sposta al centro del palcoscenico, verso il fondo, sotto delle enormi arcate bianche. Di fronte a lui si muovono caoticamente degli animali, anche qui non sono sicuro trattarsi di lupi o agnelli. Una voce fuori campo recita: agnus dei qui tollis peccata mundi e il bambino-francesco sembra pronunciare in playback - gesticolando in maniera scomposta - queste parole e poi le famose: "chi è senza peccato scagli la prima pietra". A quel punto si avvicina - con mio indicibile orrore - verso il proscenio con in mano una pietra e la scaglia verso il pubblico. Urla del pubblico, poi la pietra va a colpire un enorme faro posto alle nostre spalle che illuminava la scena. Svegliato con paura.


Sogno #4



















Ho sognato di studiare delle figure mitologiche, prime divinità o primi re di Roma. Il più antico era un tale di nome Alfio Zeus (o Zeut), un uomo enorme che portava con sé sempre un'accetta e costruiva statue gigantesche (una di esse poteva ancora essere ammirata sul Ponte Milvio). Aveva ricevuto l'ordine divino di girare sempre con l'anulare piegato verso l'interno della mano e così fingersi mutilato. In tal modo ingannava il prossimo, ma era previsto che rivelasse l'inganno al momento opportuno.

Sogno #3


Su una nave, in viaggio con C. e R. (quest'ultimo sembra metà Daniele Timpano, metà Trotsky). Da giornali d'epoca leggiamo notizie che parlano di noi che siamo un po' supereroi, un po' dei reduci rivoluzionari. Sembra che sia stato io a spedire le news ai giornali. Leggo ad alta voce una notizia su R. e me cercando di enfatizzare il suo ruolo nell'evento, benché la notizia parli più che altro di me. E il suo nome è addirittura scritto male. Quando mi fa notare questo mi giustifico dicendo che ho mandato sì la notizia al giornale ma ho fatto copia e incolla da un sito (e dentro di me penso che sono anche molti anni che non ci vediamo e che sono quindi giustificato se non ricordavo bene il suo nome). Qualcuno parla del futuro e di "ciò che sarà". Mi oppongo all'idea che si possa immaginare come sia il futuro. Fulmineamente mi viene in mente l'aforisma: "il futuro è osservabile solo attraverso le crepe che la critica senza sconti dell'esistente esercita su quest'ultimo". Mi pare un buon aforisma. Chiedo un pezzo di carta e lo trascrivo. C. mi chiede "ma che fai? Lo scrivi?" e io annuisco. Mentre lo trascrivo mi viene in mente Adorno e l'idea che l'espressione si perfezioni col tempo. Penso (compiacendomi) di essere diventato un bravo scrittore anche se ci sono voluti anni.

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cambio di scena
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Dopo le vacanze di natale rientro alla Scuola di Specializzazione per l'insegnamento con una Prof che non conosco. E' la seconda lezione, sono stato assente alla prima e glielo comunico presentandomi in modo un po' pomposo. Lei è cortese ma sembra ignorare il mio saluto. Comunque non si presenta e continua la lezione. Sembra un'aula d'asilo. Gli studenti sono disposti in circolo su piccole sedie. La prof. è vestita di rosa e di perline colorate (è un incrocio tra Rosy Bindi e la Madre Natura dei Puffi!).




Vedo che alcuni hanno firmato le presenze e le uscite su delle buste di carta del tipo di quelle che si usano per fare shopping e le hanno disposte su un tavolo. Chiedo alla prof. di poter firmare ma con un discorso non molto chiaro mi dice di aspettare la fine della lezione per non creare confusione. La lezione consiste nel guardare un cartone animato e forse commentarlo insieme. Ci siamo solo io e una ragazza che è seduta su una poltrona a sgranocchiare qualcosa. Prendo la mia poltrona rossa e la posiziono accanto alla sua per vedere il film. Ricordo una scena: una casa di notte, una situazione tipo Halloween. Due animaletti vengono lanciati in aria da non so quale evento e cadono uno sull'altro a formare una specie di piccolo totem. Provo compassione per loro. Dietro di noi, un uomo molto grasso (il padre degli Incredibili) sta cucinando qualcosa e ci porge un vassoio. Sono scarpette di bimbo caramellate! Con sopresa gli chiedo se sono commestibili e lui dice di sì sgranocciandone un pezzo. Al che gli dico che mi sovviene di qualcuno che mi aveva già parlato di questo piatto particolare e che ora ho la prova che non fosse una bugia.

Sogno #2


Ho sognato che dovevo morire e che, potendo scegliere la modalità dell'esecuzione, sceglievo la "morte per identità" che consisteva nel gettarsi nudo in mare, trattenendo il respiro finché i flutti, sballottandomi, non mi avrebbero fatto sbattere la testa su qualche scoglio. Dopo dato a R. un bacio d'addio mi getto in acqua e vengo effettivamente sballottato a destra e a manca. Tuttavia non muoio e mi trovo invece sulla riva del mare. Poi mi rendo conto di essre invece in una nave abbandonata, una specie di traghetto, che inizio ad esplorare. La nave è piena di melma. Io mi sento Guglielmo d'Ockham, frate e filosofo; e sono completamente nudo. Il silenzio viene improvvisamente rotto da strani rumori e la nave inizia a muoversi. Sono nella stiva, so che sono di fronte ad un pericolo ma non so di cosa si tratta. C'è qualcun'altro che si nasconde nella stiva, anche lui nudo. Ascoltiamo con attenzione e ci rendiamo conto che si tratta di pirati. Su in coperta sembra si stia girando un film comico (un misto tra Vacanze di Natale e Un sacco bello). Uno dei personaggi sembra effettivamente Carlo Verdone in una delle sue interpretazioni del coatto romano (con maglietta gialla attillata e jeans). Mangia da una scatoletta che, apparentemente, contiene del pesce ("Gamberoni rossi", c'è scritto sull'etichetta ma il contenuto assomiglia ad una poltiglia rossastra e indistinta). Poi apostrofa in modo rozzo una ragazza (qualcosa tipo: "aò, hai visto 'ndo to' portato?") e in quel momento mi sembrano la versione romanesca di Syd e Nancy. Il traghetto contininua il suo viaggio, passando cautamente tra i pirati che ai bordi del fiume amazzonico su cui ci troviamo ora stanno mangiando e bivaccando (sembrano prostitute ai bordi delle strade, con falò per riscaldarsi etc.). Non è chiaro chi guidi la nave: noi? i pirati? la troupe? Chiedo all'altro uomo come fa a muoversi quella nave vecchia e abbandonata e lui mi spiega che i motori stanno bruciando del gasolio solidificato che si trova appiccicato allo scafo esterno della nave stessa.

Sogno #1


 
















Prendo posto in una stanza dove si sta tenendo una riunione. Entra qualcuno, un "pezzo grosso" (dal sesso non chiaro) che si tratta di convincere a portare a termine non so che affare. C. prova a rompere il ghiaccio con battute di pessimo gusto e tutti si chiedono quando smetterà. Poi cominciamo a smontare il tavolo (che risulta essere un tavolo composto da più tavoli piccoli), ognuno se ne prende un pezzo, prende una sedia e inizia a fare delle "riunioni ristrette". A questo punto il tutto assume l'aria di un circolo bocciofilo o di un centro anziani. Io dico "prenotiamoci un tavolo e una sedia!" e pretendo non so che diritto su una sedia che è stata già presa da un signore. Dico "l'abbiamo già prenotata" e la cosa suona come un buffo gioco di parole (pre-notata?). Ci sediamo e dico al vecchio che ha la mia borsa che forse, in fin dei conti, le sedie non servono e che anzi ci impacciano. I nostri tavoli stanno infatti viaggiando direttamente su delle rotaie, come quelle piattaforme spinte da due persone che si vedono in certi film western... Mi riprendo la borsa e il vecchio comincia un lungo sproloquio sugli attori. Siamo in un film di serie B.

La trama è che un misterioso nemico ha trasformato la ferrovia in una specie di ottovolante che conduce direttamente alla Banca. Arriviamo ad una baia e il vecchio mi grida che devo fermare il cattivo (una donna) che scappa dirigendosi verso il mare stringendo in mano un oggetto prezioso che ha rubato (è un parallelepipedo nero con alcuni fregi viola nel mezzo). Nell'acqua mi appare molto bella. Indossa una camicia viola scollata. Si sente una musica splendida. E' la scena romantica del film. Penso: "beh è una scena che ha un suo valore artistico anche se è un po' kitsch" e decido di lasciarla fuggire.