il commento di una lettrice



"Ciao, ho letto finalmente per intero Asinus Novus e devo dire che non solo mi è piaciuto, l'ho trovato così bello che non farò che consigliarlo a tutti d'ora in poi. La lettera dell'asino all'angelo mi ha commossa, quella all'artista mi ha fatto riflettere su cose che pensavo da sempre, mi sono trovata d'accordo con te sul fatto che l'opera d'arte a tesi, l'opera impegnata per definizione , sconta tutto il suo impegno con una minore efficacia o qualità artistica. Anche la lettera a R mi ha colpito, le tue riflessioni non hanno fatto che dare voce a qualosa che semplicemente ho sempre avvertito ma che ipocritamente avevo sempre tentato di ignorare. Mio padre una volta uccise un maiale a poca distanza dalla mia stanza, stavo leggendo e sentì un rumore che mi fece gelare il sangue. Piansi e dissi a me stessa che mio padre non immaginava che avrebbe dovuto risparmiarmi quell'orrore. La cosa assolutamente folle è che lui con quel maiale ci scherzava ogni giorno, gli aveva anche dato un nome. Ma poi lo uccise. Una cosa che mi è sempre sembrata quotidiana e mostruosa insieme. Questa vicinanza agli animali l'ho sempre sentita, ma il punto è davvero un altro, è una questione politica, non solo dettata dall'empatia. Anche perchè la storia dimostra che è facile togliere, anche se per poco tempo, la patente di umano a un essere umano. la prima volta che portai dei bambini rom nel mio doposcuola a giocare con gli altri vidi che venivano scansati, nessuno li coinvolgeva nei giochi o gli rivolgeva la parola. Era come se fossero non umani. Una bidella accese anche un incenso per mandar via la puzza di zingaro. Non ho parole per commentare questo. Ma noi uomini facciamo davvero in un attimo a dimenticarci di avere davanti altri uomini. Basta chiamarlianche solo colpevoli o prigionieri di guerra e sappiamo quello che succede. Non so come questo possa ancora rimanere nascosto e non detto. Sto rileggendo la banalità del male della Arendt e sono particolarmente sensibile all'argomento. Da semplice lettrice ti dico grazie, hai dato voce a un sentimento che spesso mi ha dato la sensazione di una sensibilità eccessiva e stramba, e che invece è naturale. C'è molta intelliggenza in questo libro e anche una speranza che non se ne sta con le mani in mano. Spero anche io che un giorno gli asini tornino a volare in santa pace"